AGEVOLAZIONI FISCALI

Detrazione fiscale per le ristrutturazioni

La legge di Bilancio 2018 ha prorogato anche per l’anno in corso gli incentivi fiscali per i lavori di ristrutturazione edilizia. Il cosiddetto bonus ristrutturazione è pari a una detrazione Irpef del 50% da ripartire in 10 quote annuali di pari importo, per un tetto massimo di spesa di 96.000 euro. La detrazione è valida per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio, mentre a partire dal 1° gennaio 2019 si tornerà alla misura originaria prevista dall’art.16-bis del TUIR, ovvero un bonus Irpef del 36% per un limite massimo di 48.000 euro.

PER QUALI LAVORI SPETTA?
In base a quanto già previsto nella guida dell’Agenzia delle Entrate, il bonus ristrutturazioni 2018 spetta per:

  1. Lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  2. Interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  3. Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza. A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
    • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
    • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
    • porte blindate o rinforzate;
    • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti catenacci, spioncini;
    • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
    • apposizione di saracinesche;
    • tapparelle metalliche con bloccaggi;
    • vetri antisfondamento;
    • casseforti a muro;
    • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
    • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.
  4. Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse.

COME FARE A FRUIRE DEL BONUS RISTRUTTURAZIONE EDILE?
I contribuenti devono indicare nella dichiarazione dei redditi, da fare a seconda della tipologia del contribuente con il modello 730 o modello Unico, i dati catastali identificativi dell’immobile.
Se i lavori agevolativi sono effettuati da chi detiene l’immobile nella dichiarazione dei redditi vanno indicati gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo.
Il contribuente inoltre deve conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

I contribuenti al fine di fruire della detrazione devono inoltre effettuare il pagamento di tutti i lavori tramite bonifico cosiddetto parlante. Tale modulo precompilato deve necessariamente contenere i seguenti dati:

  1. causale del versamento
  2. codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento
  3. codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Qualora la detrazione spetti anche ai familiari conviventi, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale.

DOCUMENTI DA CONSERVARE PER IL BONUS RISTRUTTURAZIONE EDILE
Non va fatta alcuna domanda, solo in caso di verifica da paret dell’agenzia andranno esibiti questi documenti:

  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolativi (modello allegato);
  • pagamento con bonifico bancario o postale speciale per ristrutturazioni edilizie 50%;
  • fattura/e relativa alla spesa sostenuta.

A CHI SPETTANO LE DETRAZIONI
Le detrazioni fiscali sopracitate spettano a tutti i contribuenti che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche residenti o meno in Italia. Nello specifico:

  • il proprietario o il nudo proprietario;
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • l’inquilino o il comodatario;
  • i soci di cooperative divise e indivise;
  • i soci delle società semplici;
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

La detrazione Irpef 50% aspetta anche al familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado) convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui. L’agevolazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che beneficia della detrazione.

La condizione di convivente o comodatario deve sussistere al momento dell’invio della comunicazione di inizio lavori.

Per coloro che acquistano un immobile sul quale sono stati effettuati interventi che beneficiano della detrazione, le quote residue del “bonus” si trasferiscono automaticamente, a meno che non intervenga accordo diverso tra le parti.

ATTENZIONE
Nel caso in cui gli interventi effettuati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente può usufruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna di esse.

Detrazione fiscale per il risparmio energetico

Oltre al bonus ristrutturazioni, una delle conferme già preannunciate nel primo testo di Legge di Bilancio 2018 è la proroga dell’Ecobonus anche per i lavori volti a conseguire un risparmio energetico effettuati a partire dal 1° gennaio. Tuttavia le novità sono molte:

  • la detrazione Irpef prevista dall’Ecobonus non sarà più pari al 65% ma passerà al 50% per serramenti e schermature solari esterne
  • la detrazione sale fino al 75% se l’intervento riguarda il condominio
  • l’Ecobonus sale al 70% se i lavori di riqualificazione energetica hanno un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio
  • la detrazione per i condomini sale al 75% se gli interventi miglioreranno la prestazione energetica estiva oltre che quella invernale

PER QUALI LAVORI SPETTA?

Interventi di sostituzione effettuati per il miglioramento termico dell’edificio:

  • finestre
  • installazione di schermature solari (persiane, scuri, tapparelle, tende da sole e tutti gli elementi accessori che contribuiscono al miglioramento termico con un apporto oscurante e riduzione di dispersione di calore
  • finestre da tetto
  • porte d’ingresso
  • pareti vetrate esterne

La condizione per fruire dell’agevolazione è che i nuovi prodotti rispettino i requisiti di trasmittanza termica espressa in W/m2K, indicati in un’apposita tabella in relazione alla zona climatica in cui si trova l’immobile da riqualificare (i valori di trasmittanza devono essere inferiori a quelli limite indicati nella tabella).

Per sapere in che zona climatica è il tuo comune puoi andare su www.unicmi.it/UX57/html/ux57_2.php

Requisiti degli immobili oggetto dell’intervento:

  • gli edifici devono essere già dotati di impianto di riscaldamento, presente anche negli ambienti oggetto dell’intervento;
  • Unità immobiliari e edifici (o parti di edifici) residenziali esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale).
  • Il tetto di spesa massimo delle opere detraibili è 100.000 euro e sarà accessibile per tutti i pagamenti effettuati fino al 31 dicembre 2018

I documenti necessari
Per beneficiare dell’agevolazione fiscale è necessario acquisire i seguenti documenti:

  • l’asseverazione, che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti. Questo documento, quando è relativo a interventi di sostituzione di finestre e infissi può essere sostituito da una certificazione dei produttori.
  • un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi (la trasmittanza si può stimare tramite foglio excel scaricabile qui).

I pagamenti
L’agevolazione fiscale 50% per il risparmio energetico impone che il pagamento delle spese sostenute deve essere inderogabilmente effettuato tramite bonifico bancario o postale e viene definito “parlante”. Tale modulo precompilato deve necessariamente contenere i seguenti dati:

  • Riferimento legge 296/2006 e successive modificazioni;
  • Codice fiscale del del soggetto che effettua il pagamento;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Qualora la detrazione spetti anche ai familiari conviventi, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale.

I documenti da trasmettere
Per avvalersi dell’agevolazione, è necessario compilare l’Allegato F sul portale dell’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per l’invio della documentazione all’Enea, coincide con il giorno del cosiddetto “collaudo” (e non di effettuazione dei pagamenti). La trasmissione deve avvenire in via telematica, attraverso il sito internet dell’Enea www.acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica (CPID).

Al fine di agevolare l’utente è disponibile la guida dettagliata dell’Enea sulla compilazione (http:// finanziaria2017.enea.it/guida.html), oppure si può contattare Linea Amica tramite il numero verde 803.001 da cellulare 06/828.881, online dal sito www.lineaamica.gov.it e su skype (lineaamicapa). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00, compreso il mese di agosto.

La nostra azienda fornisce sempre tutta la documentazione necessaria all’invio della pratica, in caso di necessità è inoltre possibile farsi assistere da un nostro incaricato.

I documenti da conservare
Per fruire del beneficio fiscale è necessario conservare ed esibire all’Amministrazione finanziaria, ove ne faccia richiesta, la documentazione relativa agli interventi realizzati. In particolare, va conservato:

  • certificazione dei prodotti conformi ai requisiti tecnici richiesti dalla legge;
  • scheda informativa (Allegato F) in formato cartaceo, firmata;
  • la ricevuta di invio della pratica tramite internet all’Enea;
  • le fatture comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi; • la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento.

A CHI SPETTANO LE DETRAZIONI

Le detrazioni fiscali sopracitate spettano a tutti i contribuenti che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche residenti o meno in Italia. Nello specifico:

  • il proprietario o il nudo proprietario;
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • l’inquilino o il comodatario;
  • i soci di cooperative divise e indivise;
  • i soci delle società semplici;
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

La detrazione Irpef 50% aspetta anche al familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado) convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui. L’agevolazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che beneficia della detrazione.

La condizione di convivente o comodatario deve sussistere al momento dell’invio della comunicazione di inizio lavori.

Per coloro che acquistano un immobile sul quale sono stati effettuati interventi che beneficiano della detrazione, le quote residue del “bonus” si trasferiscono automaticamente, a meno che non intervenga accordo diverso tra le parti.

ATTENZIONE
Nel caso in cui gli interventi effettuati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente può usufruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna di esse.

Bonus fiscale 50% per l’installazione di impianti di sicurezza

Si tratta di una novità di grande interesse per i sistemi di sicurezza, considerato che la legge agevola espressamente gli interventi sugli immobili residenziali “relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi“.

Chi esegue lavori per rendere più sicura la propria casa, acquisisce il diritto a detrarre le spese sostenute, usufruendo dell’agevolazione fiscale proprie delle ristrutturazioni. E questo grazie all’inserimento della proroga alla Detrazione 50% fino al 31 dicembre 2018 inserita nella legge di Bilancio 2018.

Quali sono nello specifico i lavori di miglioramento della sicurezza verso terzi che rientrano nel Bonus Ristrutturazioni?
Scorrendo la lista dei lavori agevolabili con la Detrazione 50% riportati nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sul bonus ristrutturazioni risultano senz’altro detraibili le spese per:

  1. rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
  2. apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
  3. porte blindate o rinforzate;
  4. apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti catenacci, spioncini; • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  5. apposizione di saracinesche;
  6. tapparelle metalliche con bloccaggi;
  7. vetri antisfondamento;
  8. casseforti a muro;
  9. fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  10. apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Per la maggior parte di questi interventi non occorre di norma inoltrare una SCIA o richiedere il permesso di costruire, essendo opere comprese tra quelle della c.d. Edilizia libera che richiede eventualmente una semplice Comunicazione di inizio lavori al Comune (CIL). Per maggiore tranquillità, si consiglia di informarsi presso il proprio Comune di residenza.

Il bonus opera sotto forma di detrazione dall’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni negli edifici residenziali.

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

Corretta applicazione dell’IVA

Innanzitutto è necessario effettuare una prima distinzione tra lavori di manutenzione ordinaria (cfr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera a)) e straordinaria (cfr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera b)) da quelli di restauro e risanamento conservativo (cfr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera c)) e ristrutturazione edilizia (fr. DPR 380/2001 art.3 comma 1 lettera d)); infatti per interventi di manutenzione , ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato, che permette di applicare l’IVA ridotta al 10%. Nel caso di beni di valore significativo, tuttavia, l’aliquota agevolata al 10% si applica solamente fino alla concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

Vengono considerati beni di valore significativo, ad esempio, gli ascensori e i montacarichi, gli infissi esterni e interni, le caldaie, i video citofoni, le apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, i sanitari e la rubinetteria dei bagni, gli impianti di sicurezza. Per fare un esempio proprio pratico e reale supponiamo che nell’ambito di una manutenzione straordinaria di un bagno vengano spesi 10.000 euro di cui 4.000 per la prestazione lavorativa e 6.000 per l’acquisto di beni significativi (nel caso in esempio, rubinetterie e sanitari). Sui 6.000 euro di beni significativi, in questo caso, l’IVA agevolata al 10% si applica solo su 4.000 euro, cioè sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (10.000 – 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei sanitari e delle rubinetterie (2.000 euro), dunque, si applica l’IVA nella misura ordinaria del 22%.

Per quanto invece riguarda gli interventi di restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia è sempre prevista, senza nessuna data di scadenza, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% su l’intero importo della fornitura.